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Avv. Marzano

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Dott. Piscopo

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Deferita q.l.c. della norma che non prevede l’applicazione retroattiva della sanzione amministrativa più mite introdotta in materia antitrust

Cons. Stato, Sez. VI, ord. 14 maggio 2019, n. 3134 IL CASO Una delle imprese partecipanti ad un'intesa vietata, in quanto lesiva della concorrenza nel settore, aveva impugnato il provvedimento con il quale l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), in sede di riqualificazione dell'infrazione da "molto grave" in "grave", imposta dall'accertamento intervenuto in un precedente giudizio amministrativo, aveva irrogato la sanzione amministrativa pecuniaria contemplata dall'art. 15, comma 1 della L. 10 ottobre 1990, n. 287, come novellato dall'art. 11 della L. 5 marzo 2001, n. 57, posto che  art. 11, comma 4 non ha previsto l'applicazione retroattiva del più mite...

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La soppressione e la distruzione di atti veri configurano diverse modalità di una condotta sostanzialmente unitaria

Cass. pen., Sez. V, 26 giugno 2019, n. 28052 IL CASO I prevenuti ricorrevano in Cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Napoli, che, in parziale riforma della sentenza del GUP del Tribunale di Napoli, ne aveva ritenuto, tra l'altro, la responsabilità per i reati di falso materiale (art. 476 c.p.) e di falso per soppressione (art. 490 c.p.) e per il reato di falso ideologico di cui all'art. 480 c.p., commessi nell'esercizio della professione medica ed aggravati dalla natura fidefacente dell'atto, ritenuta per il reato di falso ideologico nella cartella clinica (art. 476, comma 2 c.p.). LE QUESTIONI GIURIDICHE In disparte...

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Rinvio pregiudiziale alla CGUE sulla estensione della nozione di consumatore al condominio

Trib. Milano, Sez. III Civ., ord. 1 aprile 2019 IL CASO Un condominio promuoveva giudizio di opposizione al precetto con il quale una società aveva intimato il pagamento di alcune somme, a titolo d’interessi di mora per il ritardato pagamento di alcune rate di un importo concordato dalle parti, in sede di mediazione, mediante sottoscrizione di apposito verbale. Veniva dedotta l'efficacia ricognitiva del debito, propria del verbale di mediazione, e la sua qualità di titolo esecutivo limitatamente alle somme ivi indicate e non anche a quelle estranee all’accordo.  Il giudice a quo assumeva invece quale questione pregiudiziale l'esame in ordine al carattere vessatorio...

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Le modalità che trascendono completamente i limiti del titolo di detenzione in custodia del bene possono configurare l’appropriazione indebita d’uso

Cassazione penale, sezione II, sentenza del 31 maggio 2019, n. 24471 IL CASO La Corte di Cassazione, con la sentenza in epigrafe, analizza gli elementi essenziali che compongono la struttura del reato di appropriazione indebita. La pronuncia in esame prende le mosse dal ricorso dell’imputato con il quale si chiedeva la riforma di una sentenza della Corte d’Appello di Brescia che, confermando la decisione del giudice di prime cure, lo aveva riconosciuto colpevole del reato di cui all’art. 646 c.p. Segnatamente, la difesa dell’imputato censura la predetta sentenza per due ordini di ragioni. In primo luogo, si rileva che la condotta dell’imputato –...

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Ammesso l’esperimento in via surrogatoria dell’azione di riduzione nell’ipotesi di inerzia dei legittimari pretermessi

Cass. Civile, Sez. II, 20 giugno 2019, n. 16623 IL CASO  La Corte distrettuale rigettava il gravame proposto avverso la sentenza del giudice di prime cure, che aveva dichiarato l'inammissibilità della domanda con la quale la banca creditrice, al fine di recuperare la somma di cui al decreto monitorio concesso e riconosciuta in ragione della formazione di un titolo esecutivo giudiziale, aveva instato affinchè venisse determinato, giusta l'art. 556 c.c., il valore dell'asse ereditario del de cuius. LA QUESTIONE Con uno dei motivi di ricorso, la banca creditrice censurava la dedotta pronuncia della Corte di merito per violazione e falsa applicazione degli artt. 557...

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La c.d. domanda di lavoro quale minaccia alla quale non segua un danno altrui: recupero della distinzione tra i delitti di estorsione e di violenza privata e riqualificazione del reato

Cass., Sez. II Penale, 20 giugno 2019, n. 27556 IL CASO Uno dei prevenuti proponeva ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Palermo, che ne aveva confermato la condanna alla pena di legge disposta dal giudice di prime cure in quanto ritenuto colpevole del delitto di concorso in tentata estorsione di cui al combinato disposto degli artt. 56, 110 e 629 c. p.. LA QUESTIONE Con uno dei motivi di ricorso, l'imputato censurava infatti, ex art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p., la sussunzione del fatto di reato ascrittogli nella fattispecie del concorso in tentata estorsione, atteso che l'assenza della...

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Accesso civico generalizzato agli atti di gara: una conferma

Cons. Stato, Sez. III, 5 giugno 2019, n. 3780 IL CASO Il ricorrente, consorzio non partecipante alla procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento del servizio di manutenzione e riparazione per tutti gli automezzi in dotazione all'AUSL di Parma, proponeva gravame per la riforma della sentenza con la quale il giudice di prime cure aveva respinto il ricorso proposto avverso il diniego dell'istanza di accesso civico generalizzato (c.d. Freedom of Information Act, FOIA) agli atti relativi alla gara, in quanto ritenuta non applicabile, giusta l'art. 53, comma 1 del D.Lgs. n. 50 del 2016, in combinato disposto con l'art. 5-bis comma 3 del...

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Le Sezioni Unite su: a) onere di allegazione gravante sull’istituto di credito che voglia opporre l’eccezione di prescrizione al correntista che abbia esperito l’azione di ripetizione di somme indebitamente pagate; b) decorrenza degli interessi per il pagamento indebito a destinatario in buona fede.

Introduzione Importante pronuncia delle Sezioni Unite n.15895 del 13 giugno 2019. Due le questioni sulle quali si sono espresse:  1) il contenuto dell’onere di allegazione gravante sull’istituto di credito che voglia opporre l’eccezione di prescrizione al correntista che abbia esperito l’azione di ripetizione di somme indebitamente pagate; 2) il dies a quo per la decorrenza degli interessi per il pagamento indebito effettuato a destinatario in buona fede. Quanto al primo profilo, si confrontavano due orientamenti in giurisprudenza. Secondo un primo orientamento (cfr. Cass., 24 maggio 2018, n. 12977; Cass., 7 settembre 2017, n. 20933; Cass., 26 febbraio 2014, n. 4518), l'eccezione di prescrizione genericamente formulata dalla banca con riferimento a tutte le rimesse affluite...

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